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Scuola in ospedale: FAQ

FAQ – Genitori

  • A quale struttura /referente regionale e/o provinciale posso rivolgermi per ricevere informazioni e supporto in caso di malattia di un minore in obbligo scolastico (Secondaria di 1° o 2° grado) ricoverato c/o l’Azienda Ospedaliera “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo?
    Per ricevere informazioni relative all’assolvimento dell’obbligo scolastico per il minore che si trovi ricoverato in ospedale o a domicilio per cure che lo tengano temporaneamente lontano dalla scuola, il genitore interessato  può rivolgersi:

– ai referenti per la Lombardia per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare:

Dott.ssa Bruna Baggio tel. 02 574627261 e-mail bruna.baggio@istruzione.it;

Dirigente Scolastico Prof.ssa Laura Fiorini, Scuola Polo Regione Lombardia Liceo Statale “MAFFEO VEGIO”
via G. Carducci, n. 1/3, 26900 Lodi (LO), tel. 0371.420361, fax 0371.421745
e-mail lopm010008@istruzione.it – PEC lopm010008@pec.istruzione.it

 

– al dirigente scolastico della scuola polo provinciale:

Dirigente Scolastico Prof.ssa Giovanna Gargantini, Scuola Polo Provincia di Bergamo I.S.I.S. “Mariagrazia MAMOLI”, Via Brembilla 3, 24129 Bergamo (BG), , tel. 035.260525, fax 035.2650858

e-mail bgis026005@istruzione.it

– alla coordinatrice del progetto ospedale della scuola polo provinciale:

Prof.ssa Claudia Canesi, Azienda Ospedaliera “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo, Piazza OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità 1, aula scolastica c/o Torre 2, primo piano, Chirurgia Pediatrica, tel. 035.2673222, e-mail scuolaospedale@hpg23.it

  • Mio figlio è stato ricoverato e i medici prevedono una lunga degenza ospedaliera, ma  in ospedale non è presente una sezione scolastica. È possibile ottenere il trasferimento presso una struttura che presenti al suo interno una sezione scolastica ospedaliera?
    Non è possibile chiedere il trasferimento del minore in un ospedale che abbia al suo interno la sezione scolastica, in quanto la priorità in questi casi è la salute del minore.
    Tuttavia, nel caso in cui un minore si trovi ricoverato presso una struttura ospedaliera priva di sezione scolastica, è consigliabile contattare il referente regionale per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare (ovvero l’Ufficio Scolastico Regionale in cui il minore si trovi ricoverato) o il dirigente scolastico della scuola polo provinciale e verificare, sulla base della specifica situazione, la possibilità che venga  autorizzato un intervento scolastico tramite l’attivazione di un progetto di Istruzione Domiciliare.
  • Qual è l’iter da seguire?
    Per il minore ricoverato in un ospedale con sezione scolastica, non è necessaria alcuna procedura formale da parte del genitore per l’accesso all’istruzione. Sarà cura dei docenti presenti in ospedale prendere contatto con il minore ricoverato e i suoi genitori e verificare la disponibilità al servizio scolastico. In caso affermativo, automaticamente l’alunno verrà preso in carico dalla sezione scolastica ospedaliera e inizierà l’intervento, nei tempi e nei modi concordati con il personale sanitario. Contestualmente, sarà cura dei docenti ospedalieri informare la scuola di provenienza dell’alunno di averlo iscritto alla sezione ospedaliera e  richiedere documentazione relativa al piano delle attività formative previste per la classe di appartenenza. Al termine dell’intervento, che avviene con le dimissioni dall’ospedale e il ritorno alla scuola di riferimento, il team della sezione ospedaliera provvede ad inviare alla scuola di provenienza formale documentazione sul percorso scolastico avvenuto.
  • Quanto costa la degenza presso una sezione scolastica ospedaliera?
    La prestazione scolastica erogata dalle sezioni scolastiche operanti in ospedale è gratuita per l’utente.
  • È prevista una durata minima e/o massima di prestazione scolastica?
    La durata di una degenza ospedaliera è responsabilità e competenza del personale sanitario, che ha in cura il minore. Alle decisioni e agli interventi del personale  sanitario è subordinata la prestazione scolastica in termini di durata e modalità di svolgimento.

In che modo ha luogo la certificazione dei percorsi scolastici frequentati presso una sezione ospedaliera?
Non si verifica che raramente un percorso molto prolungato all’interno della struttura ospedaliera. Tuttavia, ogni percorso scolastico, realizzato da un alunno come iscritto alla sezione scolastica ospedaliera, è certificato e documentato dai docenti ospedalieri. Al termine dell’intervento scolastico, idonea documentazione viene  trasmessa alla scuola di provenienza, perché venga acquisito nel fascicolo personale.

  • La frequenza presso una sezione scolastica in ospedale è equiparata alla frequenza scolastica tradizionale?
    La frequenza di una sezione scolastica ospedaliera è scuola a tutti gli effetti, pur se in modalità e tempi diversi, in quanto compatibili con la situazione psico-fisica dell’alunno.
    Si riporta qui lo stralcio di normativa tratto dalla C. M. 7 agosto 1998 n. 353:

“Il servizio scolastico nelle strutture ospedaliere.”

Iscrizione degli alunni e rapporti con la scuola di provenienza Gli alunni sono ammessi alla frequenza delle attività scolastiche svolte nelle sedi ospedaliere senza particolari formalità, sulla base della sola dichiarazione della classe frequentata resa da uno dei genitori; la scuola ospedaliera si pone in rapporto paritetico con la scuola di provenienza per lo scambio delle informazioni sull’alunno degente, attraverso incontri diretti – quando sia possibile – e comunque richiedendo copia della scheda di valutazione ed ogni altro elemento utile (programmazione didattica, argomenti svolti). Qualora l’alunno abbia frequentato per periodi temporalmente rilevanti la scuola in ospedale, questa trasmette alla scuola di appartenenza elementi di conoscenza in ordine al percorso formativo individualizzato che è stato attuato, nonché in merito alla valutazione periodica e finale. Nel caso in cui la frequenza della scuola ospedaliera abbia avuto una durata prevalente, questa effettua lo scrutinio, previa intesa con la scuola di appartenenza, la quale fornisce gli elementi di valutazione eventualmente elaborati dal consiglio di classe; analogamente si procede quando l’alunno – ricoverato nel periodo di svolgimento degli esami di licenza – debba sostenere in ospedale le relative prove’.

  • I giorni di frequenza scolastica in ospedale concorrono alla determinazione del numero di giorni necessario ai fini della validità dell’anno scolastico?
    Purché documentati e certificati dalla sezione scolastica ospedaliera, essi concorrono alla validità dell’anno scolastico.
  • Come avviene e da parte di chi la valutazione intermedia e finale di alunni che abbiano frequentato per periodi lunghi o mediamente lunghi una sezione scolastica ospedaliera?
    La risposta a tale quesito ci è fornita dal Regolamento relativo alle norme per la valutazione degli alunni, Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009 n. 122, che dedica l’articolo 11 alla valutazione degli alunni in ospedale: Articolo 11 – Valutazione degli alunni in ospedale
    1. Per gli alunni che frequentano per periodi temporalmente rilevanti corsi di istruzione funzionanti in ospedali o in luoghi di cura, i docenti che impartiscono i relativi insegnamenti trasmettono alla scuola di appartenenza elementi di conoscenza in ordine al percorso formativo individualizzato attuato dai predetti alunni, ai fini della valutazione periodica e finale.
    2. Nel caso in cui la frequenza dei corsi di cui al comma 1 abbia una durata prevalente rispetto a quella nella classe di appartenenza, i docenti che hanno impartito gli insegnamenti nei corsi stessi effettuano lo scrutinio previa intesa con la scuola di riferimento, la quale fornisce gli elementi di valutazione eventualmente elaborati dai docenti della classe; analogamente si procede quando l’alunno, ricoverato nel periodo di svolgimento degli esami conclusivi, deve sostenere in ospedale tutte le prove o alcune di esse.

    • È possibile e comunque valida, nel contesto ospedaliero, la parziale e temporanea sostituzione delle attività pratiche e laboratoriali con interventi di carattere teorico e concettuale?
      Come in ogni situazione didattica complessa, il personale docente in ospedale valuta la situazione dell’alunno e mette a punto un percorso formativo personalizzato, che privilegia lo sviluppo dell’autonomia della persona e il sostegno della sfera psicologica e emozionale del minore.
      Senz’altro, nell’intervento didattico sono privilegiate le aree disciplinari e le competenze fondamentali per l’anno scolastico di riferimento. Tuttavia i docenti ospedalieri impostano la programmazione con l’attenzione necessaria a  garantire un impianto formativo interdisciplinare. Inoltre, a supporto di tale impostazione, intervengono efficacemente le tecnologie multimediali, che consentono all’alunno, impossibilitato a frequentare un  laboratorio, di vivere percorsi riconducibili ad esperienze laboratoriali.
    • È previsto e possibile l’accesso alla sezione ospedaliera o all’istruzione domiciliare per un alunno malato iscritto presso una scuola paritaria?
      Qualunque minore, iscritto ad una scuola statale o paritaria, che si trovi ricoverato presso un ospedale, può iscriversi e frequentare la sezione scolastica ospedaliera presente all’interno dell’ospedale.
      Allo stesso modo è possibile per l’alunno di scuola paritaria l’accesso al servizio d’istruzione domiciliare, che segue a un periodo di  ospedalizzazione, con le stesse modalità e procedure previste per l’alunno di scuola statale.
    • È previsto e possibile l’accesso all’istruzione domiciliare per un alunno disabile? Se sì, in quali casi?
      È previsto e possibile l’accesso all’istruzione domiciliare per qualunque alunno anche disabile, a seguito di ospedalizzazione, non connessa alla sua disabilità, ma causata da una delle patologie presenti nell’elenco riportato nel “vademecum per l’istruzione domiciliare”.
    • È possibile per uno studente malato, ospedalizzato o beneficiario dell’istruzione domiciliare, affrontare gli esami di stato? Se sì, quali procedure vanno seguite o attivate? E da chi?
      L’esame di Stato è annualmente regolato da specifico intervento normativo. L’Ordinanza Ministeriale n. 40 dell’8 aprile 2009 detta le istruzioni e le modalità organizzative per lo svolgimento degli  esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali.
      In particolare, l’articolo 18 è dedicato alla modalità di realizzazione dell’esame in assenza dei candidati per vari motivi.
      Nel caso in cui, tuttavia, alla Commissione d’esame sia presentata idonea documentazione, attestante la permanenza di ricovero in ospedale o a domicilio dello studente, durante il periodo di svolgimento degli esami di stato, è possibile effettuare gli esami di Stato e le previste prove presso l’ospedale o il domicilio dell’alunno, in data da stabilire, tramite specifico atto formale da parte del Presidente della  Commissione d’esame di Stato e calendario di svolgimento.

Anche le prove dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo, in caso di permanenza dello studente in stato di ricovero durante il periodo di svolgimento degli esami, potranno essere svolte  c/o l’ospedale o il domicilio dell’alunno.

  • Nel caso in cui nella sezione scolastica ospedaliera non sia presente l’ordine e il grado di scuola di un ragazzo, cosa si può fare per garantirgli il diritto allo studio?
    I docenti presenti in ospedale possono offrire il primo intervento di accoglienza. Successivamente si può intervenire tramite l’erogazione, autorizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale, di ore aggiuntive di insegnamento, finanziabili con le risorse messe a disposizione dalla Legge n. 440/1997.
  • A fronte della molteplicità degli indirizzi di studio presenti nella scuola secondaria di II grado, se da un lato tutte le sezioni ospedaliere riescono a garantire la disponibilità di docenti delle discipline “fondamentali” (lettere, matematica ecc.), dall’altro solo alcune realtà metropolitane sono in grado di garantire il servizio di insegnanti di discipline specialistiche (es. estimo, greco).
    Come si può intervenire, dunque, in caso di “assenze” nel corpo docente ospedaliero? Quali meccanismi si possono attivare?
    Le possibilità sono due:
    – per le cosiddette discipline di indirizzo (es. greco, elettronica, diritto, ecc.) si possono erogare ore aggiuntive di insegnamento su disposizione e  finanziamento  degli Uffici Scolastici Regionali;
    – per gli alunni ricoverati c/o l’ Azienda Ospedaliera “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo è possibile ricorrere alla rete di scuole appositamente costituita dalla scuola polo provinciale ISIS “Mamoli” per integrare con le discipline in indirizzo le discipline garantite dalla sezione scolastica ospedaliera.
  • Come si attiva un progetto di istruzione domiciliare? Quante ore di insegnamento per settimana sono previste?
    Attualmente il servizio di istruzione domiciliare è regolato dal “Vademecum sull’istruzione domiciliare” del 2003, che si può agevolmente scaricare all’indirizzo che segue:http://www.pubblica.istruzione.it/news/2004/vademecum.shtml

L’istruzione domiciliare si eroga nei confronti di tutti gli alunni, iscritti a scuola di ogni ordine e grado, i quali, già ospedalizzati a causa di gravi patologie, siano sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza della scuola per un periodo non inferiore a 30 giorni anche non consecutivi e, comunque, ben circoscritto.
La patologia ed il periodo di impedimento alla frequenza scolastica devono essere oggetto di idonea e dettagliata certificazione sanitaria rilasciata dalla struttura ospedaliera in cui l’alunno è stato ricoverato.

 

FAQ – Docenti

  • Sono un docente e mi piacerebbe insegnare nella scuola in ospedale. È possibile inoltrare domanda per accedervi, eventualmente anche come volontario/a?
    Alla scuola in ospedale si accede per manifesta e personale disponibilità, qualora il docente si trovi nell’organico del personale docente delle scuole con sezione ospedaliera. Il servizio scolastico in ospedale è servizio scolastico a tutti gli effetti e non è un servizio su base volontaria. Come tale ha una precisa cornice normativa di riferimento, tra cui citiamo, in particolare, la C.M. 7 agosto 1998 n. 353, che regolarizza la scuola in ospedale e le tante sezioni operanti negli ospedali, richiama l’attenzione sulla specifica professionalità richiesta al personale docente, riconosce il diritto all’istruzione del minore malato e inquadra tali interventi nella più ampia cornice finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica.
  • È prevista una specifica formazione per insegnare in ospedale? Come si diventa insegnanti ospedalieri?
    Bisogna innanzitutto che il docente interessato manifesti una personale predisposizione all’insegnamento in situazioni complesse e a gestire emozioni molto intense. Il personale in servizio nelle sezioni scolastiche ospedaliere ha seguito percorsi di formazione attivati a livello nazionale e decentrato sia sul versante delle tecnologie, che sono molto importanti nel contesto ospedaliero, sia sulla metodologia d’intervento didattico, che utilizza modalità che possono far riferimento alla didattica breve, l’apprendimento cooperativo, ecc…, sempre in un’ottica di personalizzazione dell’intervento educativo.
    Il docente che opera in ospedale deve possedere la capacità di individualizzare l’insegnamento, deve padroneggiare le nuove tecnologie, essere in grado di relazionarsi in modo positivo con gli operatori sanitari, con  i genitori, con le scuole di provenienza degli alunni. Deve, inoltre, conoscere le regole del funzionamento dell’ospedale e l’incidenza che certe patologie possono avere sul comportamento dell’alunno, per cui deve impostare il suo intervento secondo criteri di massima flessibilità. Infatti deve sapere adattarsi a lavorare con situazioni che mutano continuamente, sia perché varia sempre il numero degli alunni, sia perché gli alunni entrano e sono dimessi in tempi diversi tra loro.
    La formazione del docente ospedaliero avviene attraverso:
    – seminari nazionali di formazione per l’approfondimento di specifiche tematiche ,
    – momenti di scambio e di confronto tra gli addetti ai lavori attraverso il portale telematico per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare,
    – seminari e/o convegni organizzati da le diverse istituzioni coinvolte, a livello nazionale o regionale.

 

  • Quali competenze sono necessarie al docente che opera in situazioni complesse quali la scuola in ospedale e l’istruzione a domicilio?
    Il docente ospedaliero deve possedere buone capacità relazionali, in modo da poter interagire positivamente con il bambino malato, con i genitori, con il personale medico, con gli altri docenti.  Deve saper cogliere gli stati emotivi che il bambino/ragazzo malato vive e che si ripercuotono sul suo modo di agire e di relazionarsi.
    Deve saper coordinare il suo intervento educativo con quelli dei medici e del personale sanitario.
    Deve possedere elevate competenze organizzative, metodologico-didattiche, tecnologiche e di ricerca/azione.
    Deve prevedere periodici ritorni in formazione.
  • Il servizio PSO prevede, in particolare per l’istruzione domiciliare, l’ausilio di strumenti ICT (videoconferenze, sessioni live ecc.) in grado di agevolare i contatti fra docenti e studenti, riducendo per converso gli oneri di spostamento? Quali sono gli strumenti più economici ed efficaci?
    La tecnologia oggi è in grado di offrire diversi strumenti al docente che opera in ospedale e a domicilio e costituisce un arricchimento delle risorse a disposizione del docente per il potenziale comunicativo, creativo ed espressivo che rende disponibile. Tra gli strumenti multimediali più usati si può ricorrere a chat, e-mail, videoconferenze per consentire la partecipazione in modo sincronico e/o diacronico alla vita della classe. Si possono, altresì, utilizzare software che consentono la condivisione, come pagine testuali, pagine html, filmati, slide, ecc…
    E’ a discrezione dei singoli docenti, delle sezioni ospedaliere o delle scuole, scegliere se usare o meno dette tecnologie. 

FAQ – Rappresentanti di associazioni

L’associazione cui appartengo è sensibile per vocazione al problema della scolarità per i minori ospedalizzati e/o in terapia domiciliare, perciò vorrei sapere se è prevista la possibilità di attivare collaborazioni e, magari, progetti mirati. A chi possiamo rivolgerci?
Per approfondire e verificare le modalità di collaborazione, oltre che i bisogni di cui un’Associazione è portatrice, è consigliabile rivolgersi alla Direzione Generale per lo Studente del Ministero dell’Istruzione, competente per i bisogni dell’alunno malato in ospedale e a domicilio. Le consigliamo comunque di contattare direttamente il responsabile USR della Regione in cui ha sede la Sua Associazione, oppure quello della Scuola Polo: troverà i rispettivi recapiti nella pagina della Sua Regione, accessibile da “Servizi regionali”.
Se anche l’Associazione cui appartiene fosse di carattere nazionale, ogni sede regionale interessata dovrà contattare l’USR o la Scuola Polo di pertinenza.