Navigazione veloce

Lettera di una ex studentessa del Mamoli

Non prendiamoci in giro, l’abbiamo sottovalutata tutti quest’emergenza.
Chi ha fatto un aperitivo in un locale al chiuso e chi è andato ad una festa.
Ma non è questo il momento di puntare il dito, questo è il momento di assumersi le proprie responsabilità.
Mi sono riproposta di essere più positiva mentre vi scrivevo questo messaggio, ed è ciò che voglio provare a fare.
Se non agiamo secondo le regole mettiamo a rischio la vita di migliaia di persone. Ma possiamo evitarlo. In un mondo così individualista, per la prima volta nella storia dobbiamo stare uniti.
Per farlo però dobbiamo sacrificarci.
Per noi ragazzi, abituati a stare a casa un giorno no e l’altro pure, questa quarantena però è particolarmente dura, fin troppo stringente.
Ma per un attimo proviamo ad immaginare se per queste 3 settimane seguissimo le regole alla perfezione e il 3 aprile le porte delle nostre case potessero riaprirsi lasciandoci uscire per le strade liberamente.
Immaginate la sensazione di riabbracciare la persona che più vi manca. Scommetto che non vedete l’ora e che quando accadrà non vorrete più lasciarla andare.
Oppure l’aperitivo in centro città con gli amici, chi prende uno spritz freddo e chi un drink alla frutta. Ma tutti riderete felici di esserci lasciati un incubo alle spalle.
Ma per ottenere tutto ciò dobbiamo sacrificarci. Dobbiamo stare a casa. Vorrei tanto che ci fosse un altra via, ma non c’è. Non esiste proprio. Per limitare i contagi dobbiamo aspettare e seguire le regole che ci vengono date. O Dio solo sa quando potremo tornare alla normalità.
Recuperate tutto il tempo perso, e non vi accorgerete nemmeno del tempo passato.
Leggete quel libro che non avete mai letto per il poco tempo disponibile. Fate esercizio in casa che la prova costume è vicina o guardatevi quella serie tv da 15 stagioni con 22 puntate l’una che non avete mai avuto il coraggio di iniziare.
Insieme ce la possiamo fare.
La vita normale mancherà a tutti, ma se ognuno segue le regole e ci dividiamo questo grande peso allora ce la faremo. Facciamolo per noi, per i nostri nonni, per le altre nazioni. Il popolo italiano non si arrende, e i suoi giovani ancora meno.

Non è possibile inserire commenti.