Carissimi,
ci stiamo avvicinando al S. Natale, il secondo Natale dell'Istituto "Mariagrazia Mamoli". Nei giorni scorsi, ogni volta che mi era possibile, pensavo a quale augurio rivolgervi singolarmente e come comunità educativa. Lo spunto mi è stato inaspettatamente offerto da un convegno al quale ho partecipato in veste istituzionale; in questa occasione l'operatrice di un'associazione per disabili di Udine, nel suo breve ma sentito intervento, ha raccontato una storiella, che si concludeva con una metafora, così vera e così penetrante che si è impadronita del mio cuore e della mia mente, fino a generare in me il desiderio di condividerla con il maggior numero possibile di persone. Ed eccomi qui a condividerla con voi, nella speranza la leggiate e la meditiate più attentamente delle molte circolari che recano la mia firma, in quanto le supera tutte in importanza.
La vita è come l'ACQUA BOLLENTE!
Scotta sempre e per tutti.
Chi di noi non sente ancora vivo sulla propria pelle il bruciore delle scottature ricevute? Chi di noi, anche per brevi attimi, non si lascia assalire dal terrore delle scottature che potrebbe ricevere in futuro? Il diffondersi del disturbo di attacchi di panico tra persone di tutte le età ne è una prova.
In una società spesso ingiusta e discriminante, l'acqua bollente con le sue scottature ci accomuna e ci rende uguali.
Ma, proprio quando veniamo, prima o poi, a contatto con l'acqua bollente - continua la metafora - scatta la nostra LIBERTA' DI SCELTA E ABBIAMO TRE POSSIBILITA':
1. Possiamo scegliere di essere una BANANA: la banana, a contatto con l'acqua bollente, "si scioglie", diventa pappa. Allo stesso modo, noi possiamo perdere l'energia, l'amore e l'entusiasmo per la vita, "rammollirci" chiudendoci nell'ascoltare la sofferenza delle nostre scottature.
2. Possiamo scegliere di essere un UOVO: l'uovo, a contatto con l'acqua bollente, si indurisce. Allo stesso modo, noi possiamo difenderci dal dolore costruendoci attorno una corazza, un involucro impenetrabile, nel vano tentativo di proteggerci da nuove scottature, in realtà con il solo risultato paradossale di renderci duri, inflessibili, intransigenti verso noi stessi e gli altri, impedendo persino al nostro dolore di trovare qualche via di uscita e di attenuarsi, se non di svanire.
3. Possiamo scegliere di essere un CHICCO DI CAFFE': un chicco di caffè, a contatto con l'acqua bollente, rimane integro, anzi sprigiona la sua inconfondibile fragranza. Allo stesso modo, noi, sia pur sballottati e "ustionati" dalla vita, possiamo scegliere di conservare la nostra integrità e di sprigionare risorse impensabili, fino a dare addirittura il meglio di noi stessi, a vantaggio nostro e degli altri.
Che ci piaccia o meno, la nostra libertà si gioca tutta qui: non " nel che cosa vivere", ma "nel come vivere" ciò che la vita ci riserva.
A conclusione di questa splendida metafora, il mio augurio sincero per ciascuno di voi non è quello di evitare le scottature della vita. Non è certo in mio potere e sarebbe un augurio quanto mai irrealistico, bensì quello di ESSERE tanti CHICCHI DI CAFFE'. Questo sì, se lo vogliamo, possiamo esserlo.
A livello personale, lo voglio e vi auguro che lo stessa valga per voi!
Se poi passiamo dal livello individuale a quello collettivo della nostra comunità scolastica, in ambito formativo si sente sempre più spesso parlare della MISSION, della vocazione di un'istituzione. Ebbene io mi auguro, e intendo impegnarmi in prima persona, che l'Istituto Mamoli faccia sua la vocazione di essere infaticabile TORREFAZIONE, al riparo da crisi e recessioni, capace di diffondere sempre attorno a sé l'inconfondibile e intenso PROFUMO DI CAFFE' .
Buon Natale e Felice Anno nuovo a tutti voi!
Armonizzati, trova la tua nota e falla risuonare forte e chiara, poiché sei parte della vasta orchestra della vita.
Hai un tuo ruolo specifico da interpretare, non cercare quindi di recitare quello di qualcun altro. Cerca e trova il tuo e attieniti ad esso.
Quando avrai imparato a fare questo, andrà tutto bene, anzi benissimo.
Le anime che cercano invece di suonare la nota di un altro si ritroveranno in disarmonia con il tutto.
Non cercare mai di essere come alcun altro o di fare quello che altri stanno facendo: non voglio che siate tutti uguali, come piselli in un bacello.
Ho bisogno che siate diversi, ognuno con le proprie doti e qualità
Un'orchestra composta da strumenti tutti uguali tra loro sarebbe davvero monotona, mentre più sono gli strumenti che si fondono in un'armonia orchestrale perfetta, e migliore e più ricco sarà il suono che ne verrà fuori.
(da: Eileen Caddy - Le porte interiori - Amrita)
A voi tutti singolarmente l'augurio di un anno scolastico da protagonisti appassionati
Circ. n. 173
Alle famiglie
Ai docenti
Al personale A.T.A.
Carissimi, mancano pochi giorni alla conclusione delle lezioni ed è tempo di bilanci.
Mi sembra superfluo commentare con voi i disagi, le cose che, trattandosi del nostro primo anno di vita, non hanno funzionato come avremmo voluto: la mancanza di palestre, in parte anche dei laboratori essenziali per una scuola moderna e al passo coi tempi, i collegamenti con la sede staccata non sempre efficienti nonostante i buoni propostiti, la comunicazione, nevralgica in una scuola in espansione, talora poco tempestiva ed efficace.Tutti disagi che avete vissuto in prima persona, ma che avete responsabilmente dimostrato di saper comprendere, alla luce della situazione per molti versi anomala ed eccezionale, senza sterili lamentele o proteste, ma nello spirito di una quotidiana collaborazione.
Ed è proprio l'atteggiamento positivo e collaborativo, che ho respirato in tutto l'anno, a favorire il formarsi di una comunità d'intenti, pur nella diversità di ruoli e di punti di vista; atteggiamento che mi auguro sia "contagioso" per tutti quelli che restano e che verranno!
In compenso, gli aspetti positivi di cui possiamo andare tutti, nessuno escluso, orgogliosi non sono meno numerosi: l'avvio da zero del complesso impianto organizzativo, comprese le procedure più semplici e banali date normalmente per scontate, l'intitolazione dell'Istituto, le numerose attività di recupero e di riallineamento che si sono snodate praticamente nell'arco dell'intero anno scolastico, l'esperienza innovativa degli approfondimenti e dei percorsi alternativi, le più collaudate attività di tirocinio presso le strutture esterne, i numerosi stages realizzati nell'ambito del Progetto di Alternanza scuola-lavoro, che proseguiranno durante il periodo estivo, le molteplici attività di volontariato, le altrettanto numerose iniziative promosse a favore degli studenti più "fragili" all'insegna dell'accoglienza e dell'integrazione, la creazione del sito della scuola, il suo progressivo ampliamento e il suo puntuale aggiornamento, l'attenzione e la cure profuse sin dal primo giorno per creare un ambiente ordinato e accogliente e conservarlo inalterato nel tempo.
Nell'esprimere il mio grazie più sincero a tutti, contestualmente all'impegno volto a un costante miglioramento, vi ricordo alcune scadenze prossime:
Sabato 7 giugno termineranno le lezioni
alle ore 10.55 per l'Istituto professionale
alle ore 11.10 per il Liceo delle Scienze sociali
Sabato 14 giugno, terminate le operazioni di scrutinio, presso la sede di Via Brembilla 3 saranno affissi i risultati a partire dalle ore 15.00
Martedì 17 giugno sempre in sede dalle ore 15.00 alle ore 17.00 tutti i coordinatori di classe saranno a disposizione delle famiglie interessate a colloqui informativi sulle indicazioni da seguire per il lavoro estivo e/o orientativi.
Mercoledì 18 e Giovedì 19 giugno l'Istituto resterà chiuso a tutti per l'effettuazione delle prove scritte degli Esami di Stato.
Entro fine giugno tutte le famiglie intenzionate ad iscrivere i propri figli con Sospensiva di giudizio in una o più discipline ai corsi di recupero organizzati dalla Scuola che si terranno, compatibilmente con i numeri degli iscritti, nel periodo compreso dal 18 al 29 agosto, secondo il calendario che sarà affisso in sede entro la fine di luglio, dovranno confermare la loro adesione compilando l'apposito modulo a disposizione in segreteria didattica.
Entro il 30 giugno le famiglie degli studenti non promossi dovranno confermare l'iscrizione c/o il nostro istituto. I non promossi saranno assegnati al corso di appartenenza, salvo richieste diverse da far pervenire, dettagliatamente motivate, in Segreteria didattica entro tale data (30 giugno) e che saranno vagliate da una Commissione appositamente costituita.
Si sottolinea che conferme tardive potranno essere accolte solo compatibilmente con i numeri degli iscritti e che non potrà essere garantito il mantenimento della sezione di appartenenza.
Entro la prima decade di luglio tutte le famiglie degli studenti con Sospensiva di giudizio in una o più discipline che intenderanno avvalersi del diritto previsto dalla normativa vigente di provvedere autonomamente al recupero delle carenze segnalate dal Consiglio di classe di giugno dovranno dichiararlo compilando l'apposito modulo a disposizione in Segreteria didattica.
Dal pomeriggio del 1 settembre per tutte le prime, seconde e quarte (anno scolastico 2007-2008) di entrambi gli indirizzi avranno inizio le verifiche scritte e/o orali previste per il recupero debiti e lo scioglimento della sospensiva di giudizio. Si ricorda che tutti gli studenti con sospensiva, che abbiano frequentato o meno i corsi di recupero, sono tenuti a sostenere dette verifiche, pena la non promozione alla classe successiva.
Sabato 6 settembre terminate le operazioni di scrutinio, presso la sede di Via Brembilla 3 saranno affissi i risultati a partire dalle ore 15.00
Lunedì 8 settembre avranno inizio le lezioni dell'anno scolastico 2008-2009
Dalle ore 9.00 alle ore 12.00 per le classi prime dell'Istituto professionale
Dalle ore 10.00 alle ore 12.00 per le classi prime del Liceo delle Scienze sociali
Martedì 9 settembre avranno inizio le lezioni dell'anno scolastico 2008-2009 per tutte le altri classi (seconde - terze - quarte e quinte) di entrambi gli indirizzi
Dalle ore 8.15 alle ore 12.15
Sabato 27 settembre in mattinata: Cerimonia ufficiale di intitolazione dell' Istituto
Mentre le attività di recupero e di approfondimento sono ancora in corso, desidero esprimervi di persona il mio più sentito ringraziamento per la disponibilità che avete dimostrato in questa occasione e per gli sforzi che, a diverso titolo, avete sostenuto per la buona riuscita dell'iniziativa, specie in un anno scolastico per tutti faticoso come questo.
Come voi, non sono in grado di prevedere se i risultati saranno pari agli sforzi sostenuti, anche se lo spero di cuore, ma di una cosa sono comunque certa:
forse non conterremo la dispersione scolastica
forse i livelli di preparazione nelle varie discipline miglioreranno impercettibilmente
ma abbiamo comunque dato prova di essere "flessibili", di non essere ancorati a schemi rigidi e collaudati, insomma di "averci provato". E questo a livello educativo è un messaggio importante, a prescindere dal ritorno immediato. Senza contare che personalmente sono sempre più convinta che la scuola, come la vita e le relazioni, abbiano bisogno più di ogni altra cosa di ELASTICITA', che tra l'altro, a mio parere, è la forma più alta di intelligenza.
A tutti grazie
Carissimi,
in occasione delle feste imminenti, desidero condividere con Voi una convinzione maturata negli anni e ora parte integrante della mia vita e del mio modo di essere: il significato che attribuiamo alla nostra esistenza è determinato dalle esperienze a cui decidiamo di dare importanza. L'interpretazione di una situazione dipende da ciò che SCEGLIAMO di includere o di escludere dalla nostra percezione di essa.
Faccio mia una storia orientale che da anni sono solita raccontarmi perché la ritengo di una saggezza esperienziale straordinaria:
C'è UNA STORIA MOLTO, MOLTO VECCHIA su un contadino cinese. Ci fu un anno in cui il tempo fu molto buono e il suo raccolto fu sano, ottimo ed abbondante. Quando i suoi vicini gli dissero quanto fosse fortunato, lui rispose: "Forse". Poi, il giorno prima di iniziare la mietitura, una mandria di cavalli selvaggi venne al galoppo dalle pianure e calpestò tutto. I vicini andarono da lui e gli dissero quanto fosse stato sfortunato a perdere quel bel raccolto. Il contadino rispose: "Forse". Il giorno dopo suo figlio prese la corda e catturò uno stallone selvaggio e tre giumente; i vicini andarono da lui per ammirare i cavalli e nuovamente gli dissero che era baciato dalla fortuna. Il contadino commentò: "Forse". Il mattino seguente il figlio si mise a domare il cavalli, non appena salì in groppa allo stallone fu disarcionato e, cadendo a terra, si ruppe una gamba,. I vicini lo portarono in casa e compiansero il contadino dicendo che era stata una vera sfortuna che il suo unico figli si fosse fatto male. Il contadino disse: "Forse". L'indomani l'esercito dell'imperatore, che stava andando a combattere un'importante battaglia, giunse nel villaggio e tutti i giovani validi furono costretti ad arruolarsi, ma il figlio del contadino fu scartato a causa della gamba rotta. I vicini ancora una volta gli dissero che re fortunato perché il figlio non era stato costretto a seguire l'esercito ed egli commentò: " Forse".
A Voi l'augurio sentito di "INQUADRARE" qualsiasi situazione - anche la più negativa - secondo più punti di vista così da garantirvi la FLESSIBILITÀ sufficiente per far sì che il Vostro punto di vista lavori per Voi e non contro di Voi!
In altri termini Vi auguro un Natale e un anno nuovo LUMINOSI alla EDISON.
Una delle lezioni più importanti che ho imparato lavorando con gente di successo nel corso degli anni è che il "fallimento" è un atteggiamento, non un risultato. In altre parole, esso non ha niente a che vedere con i risultati che ottenete, bensì influenza la prospettiva in cui inquadrate le cose.
Ad esempio, al settecentesimo tentativo fallito di creare la luce elettrica, un reporter del New York Times chiese a Thomas Edison: "Come ci si sente ad aver fallito la settecentesima volta?"
Il grande inventore rispose con un esempio classico di prospettiva positiva:
" Non ho fallito settecento volte. Non ho fallito nemmeno una volta. Son riuscito a provare che quei settecento modi non funzionano. Dopo che avrò eliminato tutti i sistemi che non funzionano, troverò quello che andrà bene".
Per migliaia di volte quei sistemi ancora non funzionarono, ma Edison alla fine scoprì "quello che andava bene" e così facendo illuminò il mondo.
In particolare, ciò che riuscì a fare fu inquadrare il suo specifico problema in modo tale da non perdere motivazione. Fu sufficientemente flessibile nel suo modo di pensare da concedersi più di una scelta. Anche voi potete darvi flessibilità!
Vi abbraccio tutti idealmente e Vi ringrazio di cuore per la collaborazione, la stima e l'affetto di cui mi sento circondata, nonostante i pochi mesi dal mio arrivo.
Estendete il mio augurio a tutti i Vostri cari. All'anno prossimo.